4 September 2012 3:40 PM, PDT | indie-eye.it | See recent indie-eye.it news »

Due ragazzi appena usciti dalla pubertà si ritrovano costretti in un casermone di periferia: lui, Salvatore, deve sorvegliare lei, Veronica, finché non arriveranno “quelli”, i boss che regoleranno i conti con la ragazza. Nessuno dei due ha colpe alcune, se non quella di essere nati in un quartiere a concentrazione mafiosa, una di quelle “città di dio” tanto fatiscenti quanto sovrappopolate. Questo è il quadro de L’intervallo di Leonardo Di Costanzo, il primo film “di finzione” del regista campano dopo una vita passata a montare documentari. Il canovaccio è scarno ed essenziale: due protagonisti e un’ambientazione ridotta al minimo con poche ore per lo sviluppo della fabula e un solo scenario che si ripete senza apparenti soluzioni di continuità. L’intervallo è uno di quei film che, purtroppo, fanno discutere prima ancora dell’uscita. Le mafie al cinema sono infatti un fenomeno che, per quanto ormai consolidato nell’industria cinematografica nostrana, »

- Davide Minotti

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