9 August 2012 9:37 AM, PDT | indie-eye.it | See recent indie-eye.it news »

Tra le proposte più innovative della sezione Orizzonti di Venezia 69 c’è senz’altro l’ultimo film di Koji Wakamatsu. Sia chiaro, il regista non è certo un novellino- ad oggi ha girato più di cento film- ma il suo rapporto con la critica è da sempre piuttosto controverso.

Dopo l’esordio nel 1963 con Dolce Trappola, Wakamatsu ha dedicato la sua produzione soprattutto al Pinku eiga, genere soft-core solo recentemente rivalutato. La rottura con la censura governativa è avvenuta peraltro nel 1965, quando il regista è stato selezionato alla Berlinale con I segreti dietro al muro, film considerato dal governo giapponese tutt’altro che idoneo a rappresentare il Paese in Occidente. La verità è che il cinema di Wakamatsu si è sempre distinto all’interno del genere per lo sguardo cupo e analitico sulla società e sull’animo umano. La cruda violenza che accomuna molti dei suoi film, il simbolismo che gravita attorno al corpo, »

- Lisa Cecconi

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