8 June 2012 5:51 PM, PDT | indie-eye.it | See recent indie-eye.it news »

Madonna mette in scena se stessa con una capacità di riscrittura del proprio reale immaginario che si avvicina per certi versi al vampirismo di David Bowie, non tanto il Bowieattore, ma il Bowie-autore nei film altrui, quello di una filmografia trasversale sporcata dal liquido seminale dell’autobiografia (allusa, vera, presunta, poco importa) in Roeg, Hemmings, Oshima, Landis, Scott, Lynch dove l’ossessione per un corpo che scompare, sottoposto a invecchiamento precoce o alle interferenze del tempo, si manifesta come un segno forte di distanza e prossimità d/alla propria immagine. W.E. allora diventa davvero un acronimo polisemico che descrive più sovrimpressioni; film di fantasmi che si osservano e cercano di toccarsi con gesti di semplicità psicometrica, dove Madonna è certamente una di loro; opera di materialità storica che mette insieme presente, passato e futuro come se si trattasse di una lettura spontanea e selvaggia delle intuizioni di Pierre Sorlin, ovvero con una sensibilità viva, »

- Michele Faggi

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